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Documentario “Pesca 2.0”

da | Dic 24, 2018 | News | 0 commenti

Alla scoperta della biodiversità che rende unica la Laguna di Venezia 

Pesca 2.0 è un documentario cross-mediale ed interattivo sulla pesca amatoriale nella Laguna di Venezia girato in collaborazione con la Regione Veneto.

Me.de.a. ha messo in campo tutto il suo sapere per raccontare l’arte della pesca lagunare, cercando di trasmettere i valori e la cultura che arricchiscono questa pratica rendendola una vera e propria espressione delle radici del popolo lagunare. I video vogliono dare testimonianza di un importante aspetto della vita quotidiana in laguna, di quella che un tempo per molti era una modalità di sostentamento e che oggi si è trasformata in passione.

Un momento della giornata sacro per chi è nato e cresciuto da queste parti.

La laguna vista con occhi di chi la vive ogni giorno

Parte della bellezza del nostro lavoro è andare a conoscere i soggetti delle nostre riprese che, nel caso dei documentari, non sono mai attori ma persone che custodiscono il sapere dell’esperienza. Per produrre questi video siamo saliti nei barchini e ci siamo mescolati alle persone del luogo, siamo andati a conoscere i pescatori che tramandano la loro scienza di padre in figlio da diverse

generazioni. Ci hanno accolti nelle loro abitazioni e accompagnati nei loro luoghi abituali di pesca, anche se un po’ di segreti li hanno inevitabilmente tenuti per sé stessi. Persone semplici, abituate a stare esposte alle intemperie e per questo parte della loro vita si legge sui segni nel volto e nelle mani.

Per loro non è mai un buon momento per pescare, il giro dell’acqua non è giusto, soprattutto se c’è qualcuno davanti che li riprende con la macchina da presa, ma di certo per noi è stata un’occasione per scoprire dei luoghi magici della Laguna di Venezia.

 

Un modo diverso per scoprire il fascino avventuroso della pesca in laguna

Pesca 2.0 valica i confini del semplice documentario per approdare a una visione più ampia. Si tratta infatti di un progetto strutturato con un’applicazione online che permette all’utente di scegliere che cosa guardare, esattamente come si fa con un decoder satellitare o il sistema ondemand.

Ogni tipo di pesca caratteristica della laguna veneziana è stata ripresa con quattro differenti visioni:

  • in maniera dinamica, quindi con delle riprese veloci e un ritmo di narrazione abbastanza serrato, senza interviste.
  • con un taglio poetico, con campi lunghi e dialoghi che calcano i sentimenti e le passioni.
  • in chiave scientifica, con l’intervista ad un professore specializzato in materia che dà tutte le spiegazioni precise dei passaggi effettuati per praticare quel tipo di pesca e della sua storia.
  • con una visione empirica, quindi con il racconto di chi sono anni che pesca a quel modo e lo ha imparato facendolo e non sui libri. Le interviste sono in dialetto veneziano e le riprese in bianco e nero.

Sarà quindi possibile per lo spettatore scegliere se vedere la “pesca con il paravanti” in una delle quattro chiavi di lettura sopra citate, oppure selezionarne una e vedere in maniera empirica la “pesca con le canne da anguilla”, la “pesca con la bilancia”, la “pesca con il vivo da fondamenta”, etc.

Ogni video dura tra i 2 e i 3 minuti, per mantenere una visione snella e di facile interazione.

Il progetto cross-mediale risulta interessante per la sua versatilità. Può essere raccontato nelle aule per narrare la tradizione; può essere introdotto negli alberghi, fiere e in tutti gli ambiti turistici per far capire come vive e lavora il popolo della laguna oltre che nella città; può essere portato sopra un palco e letto, come fosse uno spettacolo teatrale.

In particolare la versione dinamica, senza parlato, può essere comunicata a livello internazionale e utilizzata per scopi promozionali e per sensibilizzare i turisti a percorsi alternativi rispetto a quelli sempre più battuti del centro di Venezia. Da qui le grandi potenzialità di diffusione, scegliendo i giusti canali di comunicazione.

BUONA VISIONE!

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>> Leggi l’intervista all’ideatore  del progetto Stefano Enzo <<

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